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Itinerari Lombardia-Bergamo

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Minerali rinvenibili
  • Fluorite: in cristalli ad abito cubico, in cui il cubo è talora as­sociato col rombododecaedro, generalmente in estesi raggruppa-menti che tappezzano le pareti di cavità e fratture della roccia quarzitica.Lo spigolo dei singoli individui supera ora raramente i 5-20 mm, mentre nel passato furono rinvenuti anche cristalli di 5 cm di lato. Si rinvengono anche geodi con cristalli in associa­zione parallela. Il colore varia dal rosa-lilla al viola cupo. Abbon­dante.
  • Quarzo: con la fluorite o nella quarzite sterile si trovano pic­coli cristalli ialini prismatici, biterminati, molto lucenti, che rag­giungono la lunghezza massima di 10 mm. Comune
Località - Itinerario
BEDULITA
Ricerca di fluorite in località Valpiana  
Località non più accessibile
Il giacimento venne messo in evidenza nel 1953 dai lavori di ricerca effettuati dalla Società Mineraria Prealpina (GIORGETTA, 1954).
Esso si raggiunge percorrendo la strada Bergamo-Villa d’Almè-Valle Imagna e imboccando al km 16 la strada che sale a Costa Imagna.
Nel pascolo a betulle sopra l’ultimo tornante a q. circa 930 si apre la galleria abbandonata, ora interrata dai detriti.
I minerali si rinvengono però nelle rocce immediatamente circo­stanti.
CENE
Cave in località Valsorda in Valle Rossa Da Bergamo per la Vai Seriana a Cene; traversato il Serio, si sale in Valle Rossa per la strada che porta a Bianzano e Ran­zanico; dopo circa 1 km si giunge alle case della località Val­sorda: sul versante sinistro idrografico sono aperte due cave, una in alto di ampiezza modesta, l’altra, di maggiori dimensioni, a li­vello del torrente e collegata con una carrareccia appositamente tracciata; sul versante destro, lungo la strada della Valle Rossa è aperta un’altra cava; una cava non più in attività e semi coperta dalla vegetazione trovasi cento. metri sopra la precedente. Le cave che forniscono materiale per granulati e palladiane, sono aperte nei calcari, calcari marnosi e dolomie del Retico, metamorfosati da intrusioni porfiritiche
Artinite: Ciuffi sericei di cristallini aghiformi bianchi, ada­giati. Rarissima.
Cabasite stronzianifera: in cristalli bianchi, vitrei, romboe­drici di anche 5 mm di spigolo, raggruppati in geodi nella porfirite alterata, lungo la nuova carrareccia che scende alla cava sul tor­rente. Poco frequente.
Calcite:  per lo più in incrostazioni concrezionate spatiche brune. E’ fluorescente in giallo rosa alla luce UV lunga (3600 A).
Fassaite: in aggregati compatti o in minuti cristallini milli­metrici verde erba, inglobati nella vesuviana con granato o nel calcare saccaroide. Comune.
Granato: di colore bruno-marrone, solo qualche volta sono visi­bili le facce rombododecaedriche con spigoli di 5-6 mm. Comune.
Idromagnesite: molto abbondante nella piccola cava situata i’n alto sul versante sinistro, dove si rinviene nelle fessure del marmo in aggregati globulari o discoidali a struttura fibroso—raggiata, o in croste ondulate, spesso sopra la calcite bruna; colore bianco terroso in superficie, vitreo all’interno; i singoli- aghetti sono lunghi anche 4-5 mm.
Vesuviana: raramente in cristalli, per lo più in masse com­patte brune con fassaite e calcite; anche in noduli giallo-bruni nei marmi a silicati di contatto. Comune.
COLERE
Miniera del Laghetto dl Polzone

Da Colere in Val di Scalve si raggiunge la frazione Carbo­nera (m 1043) da cui parte il sentiero che in circa 2 ore sale al nuovo Rif. Albani alla Presolana (m 1945) costruito nel 1967 in luogo del precedente piccolo rifugio sito poco sotto presso l’im­bocco principale della miniera che attualmente sfrutta un giaci­ mento di fluorite ed appartiene alla Società Montecatini Edison.
In precedenza la miniera era stata coltivata per lo zinco, i cui minerali sono ancora presenti in quantità subordinata. Alcune di­scariche sono visibili presso il vecchio rifugio, altre più antiche, subito alle spalle del nuovo, ed una in vicinanza al laghetto. La miniera è indicata sulla tavoletta IGM.
Auricalcite:  in ciuffetti fibroso raggiati di colore azzurro caratteristico, assieme a cristallini di emimorfite bianca. - Rara
Azzurrite: in minuti cristallini od in patine con malachite ed ocra di antimonio, oppure in globuletti di qualche millimetro.
Barite:  in cristalli nelle geodine della fluorite e invece comune spatica o compatta, di color bianco o grigio. Rara
Bindheimite: in masserelle terrose giallo zolfo o giallo verda­stro; Comune nelle discariche sopra il nuovo rifugio.
Bismutinite:   citata solo da KR0L 1939.
Bournonite:  in piaghe irregolari, venule o mosche nel calcare scuro, nella calcite bianca o nella fluorite; finemente granulare, ha colore grigio e lucentezza metallica; ci­tata dubitativamente da CURIONI 1877 come tetraedrite . Abbastanza comune.
Calcite: poco frequente in cristalli è invece comune in masse spatiche bianche o giallicce.
Cerussite:  in piccoli cristalli prismatici tozzi.
Emimorfite: cristalli incolori o bianchi, sempre piccoli ma rela­tivamente abbondanti od in masse spugnose, vacuolari o compatte di colore grigiastro.
Fluorite:  in noduli- e masse spatiche incolori, bianche o viola ametistino; più rara in cristallini cubici incolori.
Galena: microcristallina, inclusa nel calcare .
Gesso: in lame e cristalli imperfetti, semitrasparenti, in ca­vita delle masse calaminari.
Greenockite:  patine giallo verdi limone nelle incrinature delle masse con sfalerite; relativamente abbondante nelle discariche poco a valle del vecchio rifugio.
Idrozincite:  in masserelle o patine d’aspetto terroso e color bianco.
Malachite: in patine terrose verdi con l’azzurrite o presso alla bournonite; Discretamente diffusa.
Quarzo: in piccoli cristallini bianco lattei e malformati negli scisti argillosi .
Sfalerite: in noduli spatici tondeggianti di colore rossastro ca­ratteristico oppure in bande e lenti compatte microcristalline.  Comune .
Smithsonite: compatta o concrezionata mammellonare, bianca o, più di frequente, di color grigio chiaro a chiazze di varia tona­lità.
Costa Volpino
Cave dl volpinite

Lungo la S.S. No 42 poco a Nord di Lovere in Valcamonica, si notano sulla destra idrografica alcune cave di anidrite usata, so­prattutto per il passato, come pietra ornamentale da interni col nome di « volpinite » o « bardiglio di Bergamo ».
Anidrite: in masse saccaroidi di notevole estensione color grigio chiaro, cinerino
Celestina: citata dal JERVIS
Gesso: in masse biancastre o in cristallini fragili, malformati, bianchi opachi. Comune.
Pirite: in sciami di cristallini metallici lucenti, diffusi nella massa della anidrite. Abbastanza comune.
Zolfo: in granuli o spalmature giallo-uovo sul gesso. Poco comune
Dossena e San Giovanni Bianco
Miniera dl fluorite Paglio Pignolino

L’accesso alla miniera può effettuarsi da tutti e due questi comuni ma, per brevità, indicheremo solo quello da Dossena, no­tevolmente più comodo e più rapido.
Dal centro comunale di Dossena si deve prendere la strada in salita con freccia con l’indicazione « Colle ». Si deve seguire tale strada carrozzabile fino ad una sbarra che impedisce l’ulteriore proseguimento ai veicoli. Al di là vi sono vaste praterie sovrastanti le Case dell’Era e, poco più avanti, si vedono le discariche della galleria Martelli. Sulle stesse pendici, che divengono boscose, sono scaglionati numerosi cantieri a cielo aperto o in galleria.

Auricalcite: di colore verde in ciuffi di bellissimi aghetti e spesso con idrozincite, costituisce delle incrostazioni sulla smith­sonite .
Azzurrite: in patine terrose, scarse, associata con malachite
Bindheimite: in noduli d’aspetto terroso o compatto, di color giallo o giallo verdastro, del diametro di uno o più centimetri, come prodotto di alterazione della bournonite. Come questa, anche la bindheimite si trova inclusa nella fluorite
Bournonite: in noduli compatti o finemente granulari, puri, che raggiungono le dimensioni d’una arancia. Il colore è grigio piombo scuro, la lucentezza metallica. Si nota spesso un alone violetto nella fluorite che racchiude i noduli
Brochantite: ciuffetti raggiati di cristalli aciculari, di color verde smeraldo, o patine concrezionate assieme alla linarite.
Calcite: in cristalli romboedrici o scalenoedrici, semi traspa­renti, anche vistosi, o in masse spatiche, bianche, opache. Molto comune.
Calcopirite: in granuli o masserelle molto scarse, come prodotto di smistamento della sfalerite nerastra .
Emimorfite: in piccoli cristalli tabulari, con facce fortemente striate, limpidi, incolori, a rivestire le cavità dell’emimorfite com­patta.
Fluorite: in cristalli cubici di color violaceo od incolori, piut­tosto rari; è invece abbondante ed oggetto di coltivazione la fluo­rite spatica, variamente colorata
Galena: in aggregati finemente granulari di solito situati alla periferia di noduli biendosi. In piccola quantità (1%) è sempre in­clusa nella fluorite
Greenockite: in patine sottili, terrose, color giallo vivo, nelle incrinature di sfaldatura della fluorite o sulla sfalerite .
Idrozincite: in croste concrezionate soffici o masserelle con aspetto terroso entro cavità .
Linarite: in venuzze o patine azzurre sulla fluorite, attorno ai noduli parzialmente alterati di bournonite .
Malachite: in straterelli concrezionati di color verde non molto intenso, perchè commista con idrozincite.
Pirite: in granuli gialli, lucenti, diffusi nella fluorite
Plattnerlte: in minutissimi cristalli prismatici neri, riuniti in gran numero a formare rivestimenti continui su calcite, emimor­fite e fluorite. Rinvenuta per la prima volta dal Rag. F. Maida.
Quarzo: cristalli piccoli, del comune abito prismatico, limpidi ed incolori come rarità nelle geodi
Sfalerite: in cristalli del diametro fino ad un centimetro con abito rombododecaedrico, con un tetraedro che smussa alcuni ver­tici. Il colore è bruno chiaro o scuro con riflessi rossastri per tra­sparenza. Un tempo era abbondante in masse spatiche ed oggetto di coltivazione.
Smithsonite: forme concrezionate stalattitiche colorate in az­zurro da tracce di sali di rame. Altresì in masse mammellonari di colore biancastro. La smithsonite può avere ancora i più svariati colori ed aveva un tempo importanza industriale nella zona alti­metricamente più elevata della concessione « Dossena Gialla » in parte incorporata nell’attuale miniera .
Wulfenite: piccoli, rari cristalli, anche coll’insolito abito bipi­ramidale, di color giallo, rinvenuti da U. Bassani, impiantati su calcite nei cantieri di Canal dell’Era.
Dossena
Miniere (abbandonate) dl Vaccareggio
Per quanto situata quasi interamente in comune di Dossena, per ora, è più comodo e quindi si descrive qui l’accesso alla mi­niera dalla strada provinciale Bergamo-Oltre il Colle.
In uno dei tornanti della citata strada, fra Senna e Val­piana, si stacca sulla sinistra una -nuova strada, in costruzione, che congiungerà Senna con Dossena.
Percorrendo il tratto stra­dale fino ad ora costruito si giunge all’imbocco (franato) del ri­basso a quota 1090 s.m. della sezione di Monte Pedroso della mi­niera detta di Vaccaregio.
Barite:   in rari cristalli lenticolari, raggruppati e poco svilup­pati, o in masse   compatte di color bianco nella zona di Monte Ca­stello.
Calcite: si trova in cristalli piccoli e   non molto belli negli scavi lungo la nuova strada e si trovava in cristalli tabulari se­condo la base nelle   cavità della smithsonite della miniera .
Cerussite: in piccoli cristalli prismatici,   incolori, assieme alla galena .
Emimorfite:   in cristalli piccoli, tabulari, incolori e trasparenti, raggruppati a   ventaglio. In masse compatte o terrose, talvolta im­pregnate di ossidi di   ferro e pertanto di colore rossastro, era og­getto di coltivazione .
Fluorite:   tracce riscontrate nelle parti superficiali colorate in rosso e chiamate   localmente « brucione » .
Galena: a   struttura spatica in noduli irregolari, o in granuli attorno alle masse blendose si rinveniva quando la   miniera era in attività .
Idrozincite: non difficile rinvenirne patine od   incrostazioni bianco candide sulla   smithsonite .
Pirite: aggregati granulari costituivano un accessorio poco ab­bondante   della mineralizzazione zincifera .
Quarzo: in piccoli, numerosi cristalli   limpidi, incolori, che for­mano incrostazioni   rivestenti le fessure del   calcare o -del quarzo compatto, specie nella sezione di Monte Pedroso .
Sfalerite:   in   masse spatiche di color bruno rossastro, assumenti spesso l’aspetto di   breccia rilegata da quarzo bianco .
Smithsonite:  caratteristica   di   questo giacimento è la smithso­nite bianca compatta che si suddivide   facilmente in sottili strate­relli fra loro paralleli.
Gorno Oneta e Premolo
miniera a.m.m.i. di val seriana
 
Giacimenti piombo zinciferi della valle del torrente Riso (af­fluente del fiume Serio) attivamente coltivati dall’A.M.M.I., si tro­vano nella parte mediana della valle e si estendono ampiamente alle dorsali montuose comprese fra la stessa e le valli Parma e Nossana Un buon sussidio per rendersi conto dell’ubicazione dei sopra indicati giacimenti e la cartina fig 4 Gli strati geologici sediimentari interessati dalla mineralizzazione si trovano al limite fra Ladinico e Carnico (Trias) e sono rocce calcaree, talvolta ma­gnesiache, che comprendono ammassi irregolari di forma e collegati con fenomeni tettonici
 
Argentite: inclusi globulani nella galena con dimensioni che raggiungono mm 0,08
 
Auricalcite: ciuffi di cristalli aciculari, costituenti nel loro in­sieme, dei delicati rivestimenti di un bel color verde o verde az­zurro, su smithsonite
 
Barite: masse lamellari in aggruppamenti subparalleli, di co­lore bianco o roseo, associate alla mineralizzazione metallifera lungo alcune faglie (cantiere Maddalena, cantiere Fortuna)
 
Bindheimite: terrosa, gialla o verdastra, in patine o noduletti, come prodotto d’alterazione della bournonite
 
Bournonite:  si rinviene in forma compatta in noduletti di 1 o 2 centimetri di diametro, con lucentezza metallica e color grigio scuro, assieme a sfalerite e galena. Piuttosto rara e quasi sempre alterata.         
 
Calcite: in cristalli non molto grandi e poco frequenti, gene­ralmente tabulari secondo la base o con abito scalenoedrico o rom­boedrico. Comune
 
Cerussite: in cristalli con dimensioni fino a 3 mm, incolori e limpidi, con lucentezza adamantina, d’abito vario e quasi sempre geminati
 
Emimorfite:  piccoli cristalli tabulari secondo raggruppamenti paralleli o a ventaglio, a costituire, un brillante rivestimento di cavità. I cristalli sono incolori. Masse terrose o compatte sono abbondanti e oggetto di coltivazione
 
Fluorite: piuttosto rara in granuli o masserelle di color az­zurro
 
Galena:  in aggregati granulari molto fini a formare dei noduli irregolari, più frequenti verso il tetto del giacimento.
 
Gesso: cristalli limpidi o torbidi, incolori, talvolta assai belli, nel gesso compatto o nelle cavità di smithsonite
 
Greenockite:  pulverulenta, in patine color giallo vivo, su sfale­rite
 
ldrozincite:  masse pure, mammellonari, stalattitiche, di color bianco candido o verde pallido, con struttura fibro-raggiata o ter­rosa
 
Limonite:  pseudomorfosi su cristalli di pirite sono raramente osservabili entro alla smithsonite.
 
Montmorillonite:  è la costituente essenziale degli straterelli ar­gillosi chiamati localmente « tufiti » che servono come « orizzonti guida » per individuare i limiti della mineralizzazione.
 
Pirite:  piccoli cristalli pentagonododecaedrici o granuli inter­clusi sia nelle marne, sia nella sfalerite
 
Piromorfite:  in concrezioni botroidali di color verde in un esem­plare della raccolta Bazzi. Ora introvabile
 
Sfalerite:  in cristalli anche voluminosi inclusi nelle marne bi­tuminose (cantiere Selvatici). Frequenti i noduli spatici con ganga calcare. Colori vari: bruno scuro, giallo e rosso. Lucentezza resi­nosa. E’ oggetto di coltivazione
 
Smithsonite:  masse concrezionate, talora incolori, ma torbide, più spesso variamente colorate: grigio sporco, giallo verdastro, giallo grigiastro. Non infrequenti le masse mammellonari, però la forma più comune è quella compatta vacuolare
 Wulfenite:  in bei cristalli con abito tabulare e color giallo aran­cio o giallo bruno, lucenti.
Oltre   il colle
Miniera di valle brembana
Il giacimento piombo   zincifero coltivato dall’A.M.M.I. nella concessione « Val Brembana » è di   grande importanza dal punto di vista minerario.
L’ubicazione dei cantieri   della miniera che sono attualmente in attività e di alcuni, fra i più   importanti, che furono coltivati nei tempi passati, si riferisce alla zona del territorio comunale di Oltre il Colle a   Nord del capoluogo.
Dal capoluogo di Oltre il   Colle per giungere alle miniere con­viene discendere alla frazione Zambla   bassa per carrozzabile, indi proseguire lungo il sentiero di case Rizzi e   dell’ex laveria, traver­sane il torrente Parma e risalirne la valle fino a   raggiungere i cantieri (ore 2/,4 da Oltre il Colle) oppure risalire   la val Vedra
  
  
 
Anglesite: rarissima in cristalli bianchi.
 
Auricalcite: rare incrostazioni tondeggianti, di color verde chiaro, che col sussidio di una lente si rivelano costituite da mi­nutissimi aghetti. Si trova nei lavori di VaI Vedra.
 
Azzurrite: in patine e granelli commisti con la bindheimite e anche in cristallini.
 
Bindheimite: masserelle terrose di color giallo zolfo attorno a nuclei di bournonite da cui derivano per alterazione.
 
Bournonite: noduli compatti, delle dimensioni di qualche centi­metro con lucentezza metallica, color grigio scuro. Piuttosto rara e localizzata nel metallifero di tetto (cantiere ponente Vedra)
 
Calcite: calcite in cristalli scalenoedrici di color bianco o gial­lastro, lunghi fino ad un decimetro assieme ai minerali di zinco nelle gallerie Malanotte. Comune in forma spatica
 
Emimorfite: si trova in piccoli, limpidi, cristalli tabulani, con facce striate, riuniti in gran numero a formare, nel loro insieme, dei rivestimenti continui sulla emimorfite compatta e sulla smith­sonite .
 
Fluorite: è rara, tranne nel cantiere Calcinaia (Arera) dove si trova in forma spatica e con colorazione violetta
 
Galena: in forma spatica o granulare si trova a costituire delle masse, oppure delle disseminazioni di granuli alla periferia di noduli di sfalerite
 
Greenockite:  patine pulverulente di color giallo canarino che si trovano in particolar modo nelle zone di incipiente alterazione della sfaierite. Rara
 
Idrozincite: si presenta in masse concrezionate mammellonari, spesso con evidente struttura fibro-raggiata. Color bianco candido o, talora, verdolino se inquinata da auricalcite o malachite. Ri­veste alcune cavità della smithsonite e dell’emimorfite
 
Limonite: granuli terrosi bruno-scuro nella smithsonite o len­ticciole nel calcare, come alterazione di pirite ).
 
Linarite: in patine terrose di color azzurro intenso.
 
Malachite: in granuli o patine verdi d’aspetto terroso, asso­ciata alla bindheimite nei giacimenti di VaI Vedra. Rara
 
Pirite: in granuli associati in quantità molto subordinata agli altri solfuri, specie al tetto del giacimento
 
Plattnerite: in rivestimenti continui formati da cristalli aghi-formi tozzi, di colore nero con viva lucentezza, riuniti in gran nu­mero in modo da rivestire estese superfici di un’ampia cavità na­turale. Sulle pareti della medesima cavità si trovano pure emimor­fite, wulfenite, ecc. La cavità anzidetta si trova all’interno del ribasso Piazzole e non ribasso Parma come pare indicato in bibl. 84.
 
Quarzo: piccoli cristalli che accompagnano i più vistosi cri­stalli di calcite in geodi e fratture della facies raibliana .
 
Sfalerite: imperfetti cristalli isolati inclusi nelle marne nera­stre bituminose o, più di frequente, noduli irregolari o masse spa­tiche - di color bruno rossastro con lucentezza fra resinosa e ada­mantina .
 
Smithsonite: in forme concrezionate, qualche volta mammello­nari, incolori e translucide o delle più varie colorazioni: partico­larmente notevole una tinta verde bottiglia. Il minerale compatto, vacuolare, è di color giallo bruno o grigio chiaro e costituisce, as­sieme alla sfalerite, un importante giacimento zincifero.
 
Tennantite: in cristalli idiomorfi color grigio piombo, del dia­metro da uno a due millimetri, si trova inclusa nella galena della Val Vedra. Rara
 
Tetraedrite: masserelle di 3 millimetri al massimo di diametro nella colonna mineralizzata di ponente, in Val Vedra .
 Wulfenite: in piccoli cristalli dati dalla combinazione della base (prevalente) con alcune piramidi, di colore giallo, scarsa assieme agli altri minerali di piombo in Val Vedra
Parre
Miniera di Monte Trevasco
 
Per accedere ai cantieri della miniera in attività di Monte Trevasco da Ponte della Selva in valle Seriana si sale per carroz­zabile a Parre superiore, quindi, proseguendo per mulattiera si passa accanto al Convento della S.S. Trinità e poi si superano alcuni casolari sparsi sulle pendici di Monte Trevasco. Dopo circa un’ora e mezza di cammino (da Ponte della Selva) si scorgono, nei prati a sinistra dela mulattiera, le discariche delle gallerie a quota 873 (livello Val Seret) e a quota 968 (livello Torino).
Nelle discariche delle suddette gallerie,  si possono trovare campioni di molti dei minerali descritti.  
Ciò non avviene per la galleria S. Barbara che sbocca quasi sul fondovalle della Val Nossana in quanto tutto il materiale sca­vato ora nella miniera viene convogliato ad essa per mezzo di for­nelli interni, e poi prosegue direttamente per la valle del Riso con altra galleria chiamata Riso Est.
   
Fluorite: in cristalli cubici, piccoli, di colore  violaceo, interclusi nel calcare marnoso a Monte Alino
 
Galena: in masse a struttura spatica o granulare,  con viva lucentezza metallica, associata a sfalerite, in alcune limitate zone  del giacimento
 
Greenockite: in patine terrose di color giallo canarino  su sfa­lente, al livello Zan .
 
Idrozincite:  in forma di patine o concrezioni bianche sulla smithsonite, si trova in piccola quantità .
 
Limonite:  concrezionata, bruna, entro le cavità della dolomia metallifera come prodotto  d’alterazione della pirite.
 
Malachite: molto scarsa, su smithsonite, al  livello Alfa. -
 
Pirite:  in granuli diffusi entro le rocce che racchiudono il gia­cimento zincifero.  Poco frequente .
 
Sfalerite:  in cristalli abbastanza nitidi, inclusi negli stratereili bituminosi dei  giunti di stratificazione del calcare o liberamente sporgenti, assieme a  cristalli di calcite, entro a piccole geodi. Fre­quenti i geminati o  plurigeminati secondo una faccia di tetraedro. Si presenta anche in vene  spatiche o in noduli inclusi nella calcite. Comune
 
Smithsonite:  in forme  concrezionate, compatte o  terrose come uno dei minerali più importanti del giacimento ed oggetto di col­tivazione.  Colore biancastro, grigio chiaro o giallastro
Valgoglio
miniera Cima di Bani

Il giacimento uranifero   di Cima di Bani o di Novazza è stato esplorato dalla Somiren con   importanti lavori di ricerca in gal­leria, che sono stati ripresi di tanto in   tanto.  Per raggiungere gli   affioramenti e gli sbocchi (ora chiusi) delle gallerie, fra le quali un   importante ribasso a 980 m s.m. dalla carrozzabile Gromo Valgoglio bisogna   deviare a sinistra, su­perare con un ponte il torrente, per raggiungere la   frazione No­vazza. Presto arriverà a Novazza una nuova carrozzabile, ora in   costruzione.
Attraversato   tutto l’abitato di Novazza occorre risalire ancora una vallecola erbosa (val   Regone) fin dove è l’edificio di presa d’un acquedotto, poi prendere un   piccolo sentiero sulla destra (sa­lendo) che s’inerpica in mezzo alla   boscaglia ed arrivare, così, al piede delle discariche. Ancor più sopra si   trovano gli imbocchi delle gallerie, imbocchi collegati fra loro da un ben   marcato sentiero
Arsenico nativo:   in forme massicce come ritrovamento eccezio­nale nella parte più profonda del   giacimento .
Arsenopirite:   cristalli prismatici allungati, nitidamente faccet­tati e lucenti, di color   bianco argento, lunghi fino ad un centi­metro, si trovano inclusi nel tufo   vulcanico compatto, grigio .
Autunite:  cristalli tabulari a contorno quadrato,   incrostanti su­perfici irregolari di fratturazione del tufo, in vicinanza di   concen­trazioni uranifere nerastre.
Fluorite: in   mosche di color verdiccio nella blenda, con dimen­sioni di pochi mm.   Rarissima. Fluorescente in viola agli ultravio­letti lunghi (3600 A).
Galena: a   struttura spatica, forma delle masserelle irregolari od esili vene nei   filoncelli di quarzo bianco compatto che interse­cano il tufo vulcanico .
Minerale secondario   d’uranio: si possono probabilmente attri­buire a una specie   non ancora identificata d’un rhinerale urani~ fero secondario delle esili e   poco estese patine terrose d’un color arancio-rossastro, a finissima   struttura fibroso-raggiata.
Pechblenda:   si trova in addensamenti di microscopici nuclei rotondeggianti che,   nell’insieme, macroscopicamente, danno una massa compatta color grigio   nerastro, poco lucente, associata a quarzo .
Pirite: cristalli   idiomorf i, piccoli, con abito cubico o pentago­nododecaednico, interclusi   nel tufo .
Quarzo: piccoli   cristalli incolori e limpidi, col solito abito pri­smatico, si trovano a   rivestire le non frequenti cavità delle vene di quarzo compatto, bianco .
Realgar: patine   lucenti color rosso arancio vivo. Raro.
Sfalerite: è   il minerale metallifero più abbondante   nel giaci­mento, pur non raggiungendo tenori tali da renderne economica   la coltivazione. Si presenta in noduli e masserelle di color giallo o bruno   rossastro, con lucentezza resinosa .
Siderite:   in   cristalli romboedrici, color giallo bruno, con quarzo in cristalli, nelle   vene quarzose della fase finale della mineralizzazione.
Uranofane: rarissimi ciuffi di aghi fibroso   raggiati lunghi un millimetro o patine gialle.
  
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