Vai ai contenuti

Menu principale:

Itinerari Lombardia-Brescia

Itinerari
Como
Varese
Brescia
Sondrio
Località - Itinerario
Minerali rinvenibili
  • Auricalcite:  in ciuffetti fibroso raggiati di colore azzurro caratteristico, assieme a cristallini di emimorfite bianca. Rara
  • Azzurrite: in minuti cristallini od in patine con malachite ed ocra di antimonio, oppure in globuletti di qualche millimetro.
  • Barite:  in cristalli nelle geodine della fluorite e invece comune spatica o compatta, di color bianco o grigio. Rara
  • Bindheimite: in masserelle terrose giallo zolfo o giallo verda­stro; Comune nelle discariche sopra il nuovo rifugio.
  • Bismutinite:   citata solo da KR0L 1939.
  • Bournonite:  in piaghe irregolari, venule o mosche nel calcare scuro, nella calcite bianca o nella fluorite; finemente granulare, ha colore grigio e lucentezza metallica; Abbastanza comune..
  • Calcite: poco frequente in cristalli è invece comune in masse spatiche bianche o giallicce.
  • Cerussite:  in piccoli cristalli prismatici tozzi.
  • Emimorfite: cristalli incolori o bianchi, sempre piccoli ma rela­tivamente abbondanti od in masse spugnose, vacuolari o compatte di colore grigiastro.
  • Fluorite:  in noduli e masse spatiche incolori, bianche o viola ametistino; più rara in cristallini cubici incolori.
  • Galena: microcristallina, inclusa nel calcare.
  • Gesso: in lame e cristalli imperfetti, semitrasparenti, in ca­vita delle masse calaminari.
  • Greenockite:  patine giallo verdi limone nelle incrinature delle masse con sfalerite; relativamente abbondante nelle discariche poco a valle del vecchio rifugio.
  • Idrozincite:  in masserelle o patine d’aspetto terroso e color bianco.
  • Malachite: in patine terrose verdi con l’azzurrite o presso alla bournonite; Discretamente diffusa.
  • Quarzo: in piccoli cristallini bianco lattei e malformati negli scisti argillosi.
  • Sfalerite: in noduli spatici tondeggianti di colore rossastro ca­ratteristico oppure in bande e lenti compatte microcristalline.  Comune
  • Smithsonite: compatta o concrezionata mammellonare, bianca o, più di frequente, di color grigio chiaro a chiazze di varia tona­lità
COLERE
Miniera del Laghetto di Polzone

Da Colere in Val di Scalve si raggiunge la frazione Carbo­nera (m 1043) da cui parte il sentiero che in circa 2 ore sale al nuovo Rif. Albani alla Presolana (m 1945) costruito nel 1967 in luogo del precedente piccolo rifugio sito poco sotto presso l’im­bocco principale della miniera che attualmente sfrutta un giaci­ mento di fluorite ed appartiene alla Società Montecatini Edison.
In precedenza la miniera era stata coltivata per lo zinco, i cui minerali sono ancora presenti in quantità subordinata. Alcune di­scariche sono visibili presso il vecchio rifugio, altre più antiche, subito alle spalle del nuovo, ed in vicinanza al laghetto.
Bovegno e Collio
miniera Sant’Alolsio

I cantieri esterni per la calcinazione e l’immagazzinamento del minerale di ferro di questa miniera di proprietà della S.p.a. Elettrosiderurgica Carlo Tassara, sorgono allo sbocco del torrente Valdaro nel fiume Mella.
Essi vengono a trovarsi nel territorio del comune di Collio, mentre i cantieri sotterranei che coltivano 3 banchi di siderite interstratificati alle formazioni finemente arenacee od argillose del Servino sono in territorio di Bovegno.
I banchi mineralizzati e le formazioni che li racchiudono sono inclinati di circa 25° a S.O. Essi sono così denominati, a partire dal più profondo: Cagnolo, Cassa Mastra e Cime.
  • Ankerite: cristalli romboedrici a facce incurvate, di color giallo cera, assieme a cristalli di quarzo, nelle geodi della siderite .
  • Barite: cristalli tabulari poco nitidi, rari, e vene bianche spa­tiche- scarsamente diffuse entro alla siderite .
  • Calcite: rari cristalli biancastri con abito scalenoedrico, pic­coli, nelle geodi, assieme al quarzo .
  • Calcopirite: rinvenuta raramente, assieme alla siderite, - anche in distinti cristalli .
  • Cinabro: il Curioni (39) scrive che si è rinvenuto in cristalli, assieme ad ankerite e siderite nell’antica cava Prato (parte più prossima alla superficie del banco Cime.
  • Ematite var. oligisto: lamellare, di color nero, come raro acces­sorio della siderite .
  • Limonite: si rinviene agli affioramenti come prodotto di alte­razione della siderite .
  • Pirolusite: in vene o masserelle irregolari, compatte, di color grigio nerastro, in quantità molto limitate, entro alla siderite.
  • Quarzo: non raro  in cristalli prismatici non molto grandi, lim­pidi, incolori, nelle geodi della siderite dei banchi Cagnolo e Cime.
  • Siderite: non rara in cristalli romboedrici di alcuni millimetri di lato; è di color giallino-bruniccio se fresca, bruno fino a nero nel caso sia alterata. Costituisce da sola, in aggregati spatici, la mineralizzazione dei tre banchi utili .
Braone
Località Mignone al Dosso degli Areti

Da Braone nella media  Val Camònica Val Camònica: si imbocca presso la chiesa una  carreggiabile, percorribile da automezzi di piccola ci­lindrata, diretta verso Piazze; dalÌa località Nigule (m 649) oc­corre proseguire a piedi; a q. 756, contrassegnata da un taber­nacolo, si segue la deviazione per Servile. Il giacimento si trova tra q. 1050 e q. 1100  lungo la mulattiera Servile-Mignone  in cor­rispondenza di una bastionata rocciosa che sovrasta il sentiero a sinistra per chi sale, dalla quale si sono staccati grossi blocchi di calcefiri ricchi in silicati disposti ai lati della mulattiera ed in parte coperti da vegetazione.
  • Calcite: granulare, spatica, bianca o grigio-azzurrastra, in­globa gli altri minerali .
  • Epidoto: in gruppi cnistallizzati di color verde; non rinvenuto nelle nostre escursioni .
  • Fassaite: in concentrazioni granulari verde-grige oppure in rari cristallini adagiati nella calcite; comune .
  • Grossularia: in cristalli rombododecaedrici spesso deformati, di colore rosa bruniccio pallido, con diametro di anche 20 mm, ta­lora strettamente associati con la vesuviana oppure inglobati nella calcite a costituire estese superfici. Comune
  • Vesuviana: in bei cristalli idiomorfi prismatici ricchi di facce, lunghi anche 5 centimetri, con spiccata lucentezza vitrea, translu­cidi, verdi o verde-bruni. Comuni.
Breno
Lago della Vacca

Da Bagolino (Val del Càffaro) o da Breno (VaI Camònica) si raggiunge, per la carrozzabile diretta al Passo Croce Domini, la malga Cadino della Banca, situata presso il Goletto di Gàvero.
Da qui una carrareccia, accessibile agli automezzi, conduce fino a q. 2012 sotto la cima della Corna Bianca (m 2120), per trasfor­marsi poi nella mulattiera che sale al rifugio G. Rosa
transitando presso il Lago Nero di Cadino e le Creste di Laione.
Al passo della Vacca si incrocia da sinistra la mulattiera che sale dall’Alpe Ba­zena.
L’affioramento a xantofillite dista circa 70 metri in dire­zione NE rispetto al rifugio G. Rosa.
Si tratta di una lente 30 X 70 di calcefiri e cornubianiti inglobati nella tonalite biotitico-anfi­bolica.
  • Calcopirite: in granuli o cristallini malformati di 2 mm, rico­perti da patine di malachite; poco frequente.
  • Epidoto: cristallini prismatici di color verde scuro, lunghi pochi millimetri e intrecciati tra loro; raro nelle fessure della cornu­bianite.
  • Fassaite: in cristalli prismatici talora ricchi di facce, di colore giallo verde, verdognolo, grigio chiaro, translucidi, con buona lu­centezza, lunghi anche 10 mm; si trova in geodi con xantofillite. La maggior parte dell’affioramento è costituito da fassaite granu­lane compatta verdognola o da diopside granulare grigiastro
  • Granato: è poco frequente in cristalli malformati di color bruno colofonia nelle geodi con fassaite e xantofillite.
  • Vesuviana: in granuletti bruni si confonde con il granato dal quale è distinguibile solo per via ottica al microscopio .
  • Xantofillite: mica di calcio, magnesio e alluminio, si presenta in cristalli tabulari ben definiti a contorno esagonale, di aspetto cloritico, assai lucente sulle facce di sfaldatura secondo la base, colore verde-nero; le lamine hanno anche diametro di 15 mm; frequente la gemmazione secondo la base; abbondantissima anche in geodi di grandi dimensioni.
Breno
Alpe Bazena

Da Bagolino (Vai del Càffaro) o da Breno (VaI Camònica) si raggiunge con la carrozzabile del Passo Croce Domini, l’albergo-rifugio di Bazena « Carlo Tassara ».
A circa 500 metri dal rifugio, lungo la strada che scende a Breno, sul lato a monte, si trova il giacimento a wollastonite, dovuto al contatto tra diorite e calcari marnosi, trasformati in calcefiri;
la zona mineralogica si estende per una decina di metri.
 Aragonite: in cristalli aciculari bianchi; rara.
  • Diopside: in cristallini o granuletti verde-chiari, spesso adden­sati in piaghe irregolari, insieme con vesuviana e wollastonite, cui è subordinata; comune.
  • Epidoto: molto diffuso in cristalli idiomorfi prismatici o aci­culari, lunghi anche qualche centimetro, di colore generalmente verde-pistacchio o bruno, striati verticalmente, presenti soprat­tutto nelle facies granulari povere o prive di wollastonite.
  • Feldspati: si tratta generalmente di plagioclasi e ortoclasio o microclino granulare in masse compatte biancastre.
  • Granati: sono presenti due tipi fondamentali; il primo di tipo grossularia si rinviene nei calcefiri con wollastonite e vesuviana, di color bruno rosato, forma tondeggiante con facce poco visibili, diametro non superiore al centimetro; il secondo è una andradite di tipo melanitico, nero, lucente, con abito idiomorfo rombodode­caedrico, talora con facce di icositetraedro, diametro 5-10 mm, per lo più inglobato nelle facies feldspatiche .
  • Thaumasite: in ciuffetti di esilissimi cristallini aciculari bianchi, opachi, in interstizi e geodi dei calcefiri a wollastonite e vesuviana; scarsa, ma abbastanza diffusa .
  • Titanite: piccolissimi cristalli giallo-chiari, idiomorfi, discreta­mente lucenti, nelle facies feldspatiche; piuttosto rara.
  • Vesuviana: in masserelle irregolari giallo-verdastre, con rari individui idiomorfi nelle geodi dei calcefiri a wollastonite; oppure in grossi individui isolati; comune .
  • Wollastonlte: assai abbondante in cristalli listiformi intrecciati bianchi, opachi, lunghi anche 15-20 centimetri; formano masse compatte con vesuviana e diopside negli interstizi.
Collio
Miniera dl fluorite della Torgola

Si raggiunge il giacimento filoniano fluonifero e metallifero della Torgola, attivamente coltivato dalla Società Mineraria Preal­pina consociata della Montecatini-Edison discendendo dall’abitato di Collio lungo la carrozzabile per Brescia.
Presso allo sbocco del torrente Torgola nella val Trompia, a circa 670 m s.m., si incontrano gli impianti della laveria, gli uf­fici e l’imbocco della galleria Santa Barbara.
Con questa e con altre gallerie si raggiunge un filone di po­tenza variabile da 6 a 7 metri, inclinato di circa 60°, dirétto, al­meno per un tratto, da N. a S; esso è costituito in prevalenza da fuorite spatica. Il filone è incassato in parte nelle arenarie rosse permo-triassiche in parte nelle filladi quarzose ed in parte in una granitite
  •  Aragonite: coralloide, colorata in verde da tracce di rame, come incrostazione delle- pareti e delle volte di antiche gal­lerie .
  • Barite: citata come presente dallo Stella risulta invece completamente assente nel filone fluoritico .
  • Calcite: spatica, bianca, associata ai solfuri, comune (138).
  • Calcopirite: compatta, in masserelle irregolari, ben distinte,di color giallo ottone, con lucentezza frequente .
  • Fluorite: si presenta in forma spatica, di colore solitamente bianco, più raramente verde, come unico costituente essenziale del potente filone .
  • Galena: in masserelle a struttura granulare o talvolta spatica. Più di frequente è diffusa in minuti granuli entro alla fluorite
  • Idrozincite: aggregati poco coerenti, biancastri, ternosi, asso­ciati a smithsonite entro cavità della fluorite. Rara.
  • Pirite: in aggruppamenti di cristalli cubici, imperfetti ma lu­centi, associati a galena, fluorite e calcite. Rara .
  • Quarzo: sostituisce talvolta la fluorite nel filone e si presenta in cristalli prismatici, tozzi, biancastri, oppure incolori e limpidi, ma piccoli, entro minuscole e rare geodi della fluorite. Poco fre­quente .
  • Sfalerite: comune in aggregati spatici di color bruno o bruno nerastro, con marcata lucentezza resinosa, in formazioni zonate, alternanti con la fluorite. Rarissima in cristalli del diametro da uno o due millimetri, di color giallo ambrato, quasi trasparenti .
  • Siderite: spatica, di color giallo bruno, costituisce una vena di pochi cm osservabile a 5 m dall’imbocco della galleria S. Maria.
  • Smithsonite: rari ed imperfetti cristalli nomboedrici, di color giallognolo, come incrostazione di cavità in una vena di calcite bianca.
Collio
Antica galleria « Isola» sopra Ponte Zermanin

Salendo a ritroso il corso del fiume Mella per circa 10 minuti sopra il ponte Zermanin al di là di Bondegno si giunge ad una casa colonica denominata VaI Mansa.
Da qui, discendendo nel thalweg del fiume, sulla sponda op­posta a quella da cui si giunge, si trova l’imbocco di una lunga galleria denominata « Isola », scavata prima che fosse introdotto l’impiego delle mine.
  • Aragonite: in eleganti concrezioni stalattitiche o coralloidi di color bianco niveo con  evidentissima struttura fibro raggiata. Sulle fratture la lucentezza è sericea. Si rinviene su tratti della volta e delle pareti della stessa gal­leria .
Niardo
Località Vai di Fa
La località mineralogica che ora descriveremo, si raggiunge in circa 15 minuti partendo dalla piazza del paese di Niardo e seguendo la mulattiera diretta a C. da Disino; oltrepassata la Cap­pella della località « il lazzaretto » in corrispondenza del ponte sul torrente di Val di Fa e sulla sinistra orografica, affiorano sia a monte che a valle per un tratto di circa 150 metri, dei banchi di calcari stratificati, generalmente nero-grigiastri che nella zona a valle del ponte sopracitato risultano talora trasformati in marmi biancastri. Anche a NE di Niardo, lungo la mulattiera che sale alla località « La Nese », sono presenti calcari del tutto analoghi.
 Tali rocce, situate al margine meridionale del plutone diori­tico tonalitico dell’Adamello, sono state interessate da diffuse azioni metamorfiche con formazione di un minerale caratteri­stico: il dipiro.
  • Dipiro:  questo interessante e poco frequente minerale della serie marialite-meionite, si presenta in cristalli prismatici che rag­giungono anche la lunghezza di 2 cm a sezione quadrata od otta­gonale, a volte con striature parallele all’asse verticale; spesso è di colore nero per inclusioni carboniose, più raramente e negli in­dividui più piccoli, è bianco o incolore. Esso è abbondantemente diffuso in tutta la roccia metamorfosata, ma i cristalli risultano maggiormente sviluppati e fittamente intrecciati in particolare sulle superfici argillose dei giunti di stratificazione.
  • Magnetite: in granuli, citata da Salomon .
  • Muscovite: in piccolissima quantità; citata da Salomon .
  • Pirite: associata al dipiro si presenta raramente in cristallini pentagonododecaedrici in genere molto alterati.
  • Pirrotina: come la precedente, in minuscole masserelle.
  • Tremolite: d’incerta determinazione, citata da Salomon.
Pezzaze
Miniera di fluorite in fraz. Pezzazole

La miniera di Pezzaze si raggiunge abbandonando a Lavone la strada della Val Trompia e  proseguendo sulla provinciale che porta alle varie frazioni di Pezzaze.
L’imbocco della galleria principale è situato poco oltre la fra­zione di Pezzazòle, tra questa località e Stravignino nei pressi di una curva che la strada compie in corrispondenza di una vollecola.
Il materiale estratto viene inviato agli impianti di lavora­zione, situati sul pendio erboso a S di Stravignino appena sopra la carrozzabile per Pezzoro che si stacca dalla curva di q. 543 della Lavone-Pezzaze.
 I minerali descritti si possono reperire sia sul piazzale antistante l’imbocco della galleria; sia tra il materiale di scarto ammassato nei pressi dell’impianto di frantumazione.
  • Ankerite: in cristalli lenticolari su siderite .
  • Aragonite: in minuti cristalli prismatici incolori.
  • Barite: compatta o spatica bianca o debolmente rosa, è frequente; più rara in cristallini di 1-2 mm tabulari, perfettamente terminati .
  • Calcite: spatica, biancastra. Comune.
  • Calcopirite: in masserelle compatte, spesso iridescenti associate alla siderite. Comune
  • Ematite: varietà oiigisto in lamelle irregolari, entro alla si­derite
  • Fluorite: compatta o spatica, senza traccè di cristallizzazione; il colore è biancastro opalescente oppure grigiastro o verdolino. Molto comune, costituisce il minerale coltivato attualmente.
  • Galena: microcnistallina, granulare o compatta, talora iride­scente; è generalmente diffusa nella fluorite. Comune.
  • Gesso: osservato raramente sotto forma di piccoli cristalli la­mellari associati a limonite, barite e pirite in decomposizione.
  • Goethite: nelle cavità delle masse limonitiche in eleganti forme stalattitiche o globulari di color nero spesso vellutato. Comune.
  • Limonite: in masse compatte o in croste oppure ancora terrosa; spesso distintamente pseudomorfa di siderite. Molto comune ed abbondante.
  • Malachite: si presenta in bei ciuffi di cristalli aghiformi anche di oltre i cm di sviluppo, talora in globuletti di 2-10 mm di dia­metro o in patine ed incrostaziòni di colore verde chiaro o scuro. Poco comune come prodotto di alterazione della calcopirite, è ge­neralmente associata a limonite e barile.
  • Pirite: granulare o microcristallina. Poco comune.
  • Psilomelano:  in dendriti nere o in piccole concentrazioni incoe­renti di color bruno-rossiccio nelle cavità limonitiche. Comune.
  • Quarzo: in cristalli incolori di 1-2 mm oppure tozzi, bianca­stri di circa 1 cm. Poco comune.
  • Sfalerite: in masserelle compatte o cristalline, opache, grigia­stre, generalmente nella fluorite. Poco comune.
  • Siderite: spatica o compatta di color da bruno-chiaro a nera­stro; nelle fratture o nelle rare geodi si presenta anche in cristalli romboedrici di pochi mm dilato o, più spesso, in cristalli lentico­lari di anche i cm di sviluppo. Molto abbondante, costituisce il minerale più frequente in taluni livelli della miniera Tetraedrite: compatta con calcopirite e siderite
Pisogne
Miniere di ferro in valle Trobiolo (abbandonate)

La zona mineraria ferrifera si estende ai due versanti  della valle Trobiolo che sbocca nel lago d’Iseo in corrispondenza all’abi­tato di Pisogne.
Da Pisogne una strada carrozzabile porta alla frazione Pontasio, da qui, per mulattiera e sentieri, si raggiun­gono gli imbocchi delle varie gallerie.
Sul versante destro gli unici lavori relativamente recenti si svolsero nella galleria Fura da cui fu estratta siderite accu­mulata sull’antistante piazzale.
  • Ankerite: compatta,   di color roseo, riccamente manganesifera, costituisce da sola dei banchi   interstratificati agli scisti argillosi del Werfeniano. Uno di tali banchi è   stato esplorato anticamente con la galleria « Longa » a quota 205 m s.m. (N.   I sulla cartina) .
  • Aragonite: in   cristalli prismatici sottili ed allungati, riuniti in ciuffi entro le cavità   dello scisto argilloso, rinvenuti dallo scri­vente presso l’abitato di Pontasio.
  • Barite: spatica,   di color bianco candido, pura o commista con siderite, forma il riempimento   di fratture di faglie sub-verticali ed orientate NE-SO .
  • Calcite: compatta forma il   riempimento secondario di cavità della siderite. Nelle gallerie molto antiche   si trova anche in forme concrezionate. Poco   frequente.
  • Calcopirite:   solo   in tracce entro la siderite .
  • Cinabro: piccoli cristallini contenuti nella siderite furono rin­venuti   presso all’imbocco della galleria Re   sul versante sinistro della valle Trobiolo, nei banchi coltivati con   la galleria Serradino ed in altri punti, ma sempre in vicinanza dello scisto   argilloso.Raro .
  • Ematite:   nella varietà oligisto, in aggregati finemente lamel­lan, neri, in piccola   quantità entro la siderite della galleria Fura e nel filone di faglia N-S che   traversa il torrente Trobiolo al di­sotto della galleria Fusio .
  • Limonite:   in forma terrosa e colore giallo o bruno, come alte­razione della siderite .
  • Pirite:   raramente rinvenuta in piccoli granuli nella siderite.
  • Pirolusite: citata   da Jervis (81); si rinviene tutt’ora in venette sotto della galleria Fusio .
  • Quarzo: cristalli prismatici, piccoli, tozzi, incolori, rivestono li­toclasi   degli scisti argillosi del Servino, assieme a romboedri di ankerite. Poco frequente .
  • Siderite: costituisce   da sola alcuni banchi interstratificati agli scisti argillosi del Servino ed   il parziale riempimento di faglie. Si presenta in aggregati granulari o   spatici e solo assai di rado nella massa sideritica si possono osservare dei   cristallini romboe­drici. Il colore del minerale varia dal giallo paglierino   al bruno quasi nero; quest’ultima colorazione si deve all’ossidazione del   carbonato di manganese contenuto nella percentuale intorno al 2%.
Pisogne
Miniera   del Baltello (abbandonata)

La   miniera, o meglio i lavori di ricerca che non hanno dato esito favorevole dal   punto di vista industriale, si trovano in una valletta stretta e boscosa   chiamata Duadello o Duodello che, scendendo dalle falde del monte Guglielmo,
e precisamente da una altura chiamata Passabocche, sfocia nella più ampia vai   Palotto facente parte del bacino imbrifero dei fiume Oglio.
Per giungere alla   miniera si sale da Pisogne per una strada carrozzabile a Fraine ed   inoltrandosi poi nella vai Palotto fino al­l’incontro con la breve valletta   Duadello (13 km da Pisogne).
Poche   centinaia di metri ancora lungo la vailetta seguendo il letto del torrente e   si giunge  all’ingresso della miniera   (circa 1100 m.s.m.)
Il giacimento è   costituito da un sistema di filoni diretto N O. compresi negli scisti   cristallini pre-carboniferi, localmente di natura filiadica.
  • Bismite: concrezionì soffici di aspetto terroso con color gri­gio perla tendente al roseo, entro cavità del quarzo mineralizzato da bismutinite.
  • Bismuntinite: in masserelle irregolari costituite da fini aggre­gati granulari di color grigio piombo scuro con lucentezza metal­lica poco viva. E’ inclusa nel quarzo .
  • Calcite: spatica, bianca, come ganga dei filoni assieme al quarzo.
  • Calcopirite: vene e noduletti compatti oppure fini associazioni di bismutinite e calcopirite. Dov’è pura presenta color giallo ot­tone talvolta con .
  • Pirite: masserelle costituite da aggregati granulari entro al quarzo dei filoni .
  • Quarzo: compatto, di color bianco latteo o grigiastro chiaro.
  • Siderite: noduletti o masse irregolari a struttura spatica e colore variabile dai giallo bruno chiaro al bruno scuro a seconda della incipiente od avanzata alterazione. Comune.
  • Tetraedrite: la presenza di questo minerale è menzionata da Bettoni.
Preseglie
Località Macenago

Percorrendo la S.S. n.   237 del Càffaro tra Preseglie e Barghe in Vai Sabbia, poche centinaia di   metri oltre l’abitato di Mace­nago, esattamente in corrispondenza del km 30,   si nota a monte un affioramento di porfinite, messo in evidenza da lavori di   allar­gamento della sede stradale. La roccia si presenta alquanto alte­rata,   assai poco coerente ed attraversata da numerose vene e filon­celli biancastri   di un materiale friabile, costituito pressochè total­mente da laumontite.
  • Calcite:   accompagna abbastanza frequentemente la laumontite e si presenta sia compatta   sia spatica o incrostante la porfirite; talvolta in cristallini   scalenoedrici nelle cavità.
  • Laumontite:   è molto abbondante in aggregati   cristallini discre­tamente compatti se freschi e costituiti da individui   fittamente ad­densati, lunghi da pochi mm a 2 cm, di colore bianco e con   lucen­tezza da vitrea a periacea. Nelle frequenti piccole geodi e litoclasi,   il minerale compare anche in cristalli prismatici ben terminati di circa 1cm   di lunghezza. Si disidrata assai facilmente .
  • Quarzo:   in sottili croste o in minuti semplici cristalli; poco frequente .
Torna ai contenuti | Torna al menu